Entrando nel Camponeschi,
verrai circondato dalla storia di Roma.

Uno splendido palazzo del’500 in Piazza Farnese ospita il ristorante. Le sale, in stile rinascimentale curate dall’architetto Marina Camponeschi, rendono omaggio, con i propri nomi, a Roma e ad alcune delle famiglie che l’hanno resa grande nei secoli. Quelle stesse famiglie che ancora oggi sono fedeli clienti del Camponeschi.

La sala che affaccia su Piazza Farnese è dedicata all’omonima famiglia, seguono quelle che rendono omaggio agli Orsini, ai Ruspoli ed agli Sforza. C’è poi la Boncompagni e la sala Colonna, che celebra l’importante famiglia nobiliare, ma anche i resti di un’antica colonna perfettamente conservata che dà lustro agli ambienti. La sala che ospita il grande pianoforte a coda prende il nome dai Borghese e infine la zona bar è dedicata ai Patrizi.
Inoltre c’è la possibilità di riservare i diversi ambienti per cene di lavoro, per party privati o anche per colazioni ed eventi esclusivi. Disponibile anche una sala fumatori dove intrattenersi con un buon sigaro accompagnato da un ottimo distillato.

Entra nel Camponeschi

Fai un tour all'interno del ristorante

Piazza Farnese

Curiosità

“In Piazza Farnese, oltre a palazzo Farnese, protagonista della scena, sono presenti altri elementi interessanti e meno convenzionali. Primo fra tutti le fontane, originariamente delle vasche, provenienti dalle Terme di Caracalla. Sembrano assolutamente identiche, ma sono di grandezze, ornamenti diversi e, più facile da notare, sono conservate in maniera diversa. Una delle due, nonostante le peggiori condizioni rispetto all’altra, conserva fedelmente l’originale lavorazione.
Troviamo poi le edicole sacre, sparse per l’intera Capitale, che rappresentano la forte fede nella Madonna da generazioni di romani. Sono chiamate appunto “Madonnelle” e in piazza Farnese ne sono presenti 3, agli incroci con le vie limitrofe.
Infine, per un occhio più attento, possiamo notare il ripetersi del Giglio, simbolo della famiglia Farnese. Sulla facciata di Palazzo Farnese è ben visibile, messo in risalto dai vari architetti che hanno collaborato al progetto. All’interno del palazzo l’emblema ritorna nel cortile e in varie stanze.”