Date: 3 Marzo 2020

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I racconti di Alessandro: Il legame tra moda e cucina.
Moda e cucina: due ambiti che hanno molto in comune…
Un tempo la moda, e in particolare l’alta moda, era un motivo di vanto per la città di Roma.
Raffaella Curiel, Renato Balestra, Laura Biagiotti, le sorelle Fendi, Capucci, Cerruti, Gattinoni e Giambattista Valli sono solo alcuni degli stilisti che hanno contribuito a dare lustro alla capitale. Erano i tempi di Donna sotto le stelle, la sfilata che in prima serata, portava gli abiti delle maison più prestigiose e una delle scalinate più belle del nostro Paese, quella di Trinità dei Monti, nelle case di tutti gli italiani. E paradossalmente in un’epoca in cui non esistevano ancora i social network e internet muoveva i primi passi, la moda era meno elitaria di quanto non lo sia oggi, relegata solo alle riviste di settore e destinata a pochi eletti e agli addetti ai lavori.
Quelle immagini in diretta Rai educavano gli spettatori al bello ed erano un richiamo per la clientela internazionale, che due volte all’anno, a maggio/ giugno e a ottobre, arrivava a Roma per acquistare le collezioni per la successiva stagione. La città dava prova di capacità artigianale, imprenditoriale e di stile. La nostra moda faceva rima anche con il buongusto, che man mano, purtroppo, ha ceduto il passo alla spettacolarizzazione. Così come è avvenuto in cucina.
Oggi si cerca sempre l’effetto speciale, lo stravolgimento, a discapito di classe e tradizione.
Anche l’approccio al cibo è diventato forzatamente stupefacente ed evanescente. Ma noi continuiamo a preferire un abito sartoriale da portare con disinvoltura in tante occasioni ad una creazione utile solo ad essere fotografata e mai indossata, così come mettiamo nel piatto solo ingredienti semplici e di qualità, senza spettacolarizzare ciò che la natura e il tocco dello chef hanno reso già eccellenti.

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