10a regola del buon ristoratore

entusiasmo

“Spesso mi chiedono qual è l’ingrediente che non è mai mancato in 30 anni di attività del mio ristorante. La mia risposta è sempre: l’entusiasmo!”.

È questa la 10a regola del buon ristoratore di Alessandro Camponeschi, patron dell’omonimo ristorante in piazza Farnese che dal 1987 a oggi ha raccontato un po’ la storia dell’Italia a tavola, non senza lasciare sempre aperta una finestra sul mondo. Nelle sue eleganti sale ha infatti ospitato capi di stato, esponenti politici di ogni schieramento, premi Oscar, campioni dello sport e star della musica.

“In ogni mia giornata al ristorante non manca mai l’entusiasmo. Lo metto quando lavoro a fianco dello chef nella creazione di un nuovo piatto, quando apro il pacco contenente nuovi bellissimi piatti che saranno come un tela su cui verrà composta la ricetta con la stessa armonia che c’è in un quadro, o quando accolgo sull’uscio i clienti che da anni rinnovano stima e fiducia che hanno in me”.

E continua: “L’entusiasmo è per me una spinta incontenibile ad agire dando tutto me stesso. È ciò che cerco di trasmettere ogni giorno al mio team e che vorrei permeasse ogni angolo e ogni ospite del mio ristorante. Perché entusiasmo è sinonimo di grande passione, quella che da sempre mi accompagna in questo lavoro, che mi fa andare a letto a sera stanco ma contento e mi fa affrontare tutto con il sorriso. Perché quella con il mio ristorante è una love affair”.

Parola di Alessandro Camponeschi.

 

Love affair: 10a regola del buon ristoratore

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